giovedì 16 luglio 2026

Ci vuole o Ci vogliono? La regola facile per non sbagliare più (con quiz)

Ci vuole o Ci vogliono - Italiano con Roberto

«Ci vuole tempo.» «Ci vogliono due ore.» Stessa idea — qualcosa che serve, che è necessario — ma una parola cambia. È uno degli errori più comuni tra chi impara l’italiano, ed è anche uno dei più facili da correggere, una volta capita la regola. (Same idea — something that's needed — but one word changes. Let's fix it in two minutes.)

La regola d’oro

Ci vuole e ci vogliono vengono dal verbo volere usato in modo impersonale, per dire che qualcosa è necessario (in inglese: «it takes» oppure «you need»). La scelta tra le due forme dipende da UNA sola cosa: che cosa viene dopo.

CI VUOLE → seguito da un nome SINGOLARE o da un infinito.
(CI VUOLE + singular noun / infinitive)

Per fare la pasta, ci vuole l’acqua bollente.
Ci vuole pazienza, con questo traffico.
Ci vuole tempo per imparare una lingua.

CI VOGLIONO → seguito da un nome PLURALE.
(CI VOGLIONO + plural noun)

Per arrivare a Roma, ci vogliono due ore.
Ci vogliono tre uova per questa torta.
Ci vogliono i documenti giusti per il visto.

Il trucco è semplice: guarda la parola che segue. Una cosa sola (o un verbo)vuole. Più cosevogliono, esattamente come farebbe un verbo normale che si accorda col soggetto (qui il soggetto è proprio «quello che serve»).

La trappola più comune

Molti studenti, influenzati dall’inglese «it takes» (sempre singolare), dicono «ci vuole due ore» anche davanti a un plurale. Sbagliato: se dopo c’è un numero o comunque un plurale, la forma corretta è sempre ci vogliono. Al passato funziona allo stesso modo: c’è voluta un’ora / ci sono volute due ore (il verbo è volere, quindi al passato prossimo si coniuga con essere e l’accordo segue lo stesso principio singolare/plurale).

Al passato: ci è voluta pazienza (singolare) · ci sono volute tre settimane (plurale).

Prova tu — 4 domande

1. Per fare questa ricetta, ___ due chili di farina.

ci vogliono (due chili = plurale)

2. ___ molta pazienza per imparare l’italiano.

ci vuole (pazienza = singolare)

3. Da qui alla stazione ___ dieci minuti a piedi.

ci vogliono (dieci minuti = plurale)

4. Per aprire questa porta ___ una chiave speciale.

ci vuole (una chiave = singolare)

Continua a leggere

Il ci di «ci vuole» è lo stesso identico ci che trovi in tanti altri usi dell’italiano — se non hai ancora letto la guida, è il posto giusto per fare chiarezza una volta per tutte: Ci e Ne, la guida facile. E se ti interessano le costruzioni impersonali come questa, guarda anche Il si impersonale.

Italiano con Roberto

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mercoledì 15 luglio 2026

Al bar in Italia: come ordinare un caffè come un vero italiano

Al Bar in Italia — Italiano con Roberto

Entri in un bar italiano, ti avvicini al bancone e dici semplicemente: «Un caffè, per favore». Il barista non ti chiede altro, prepara subito una tazzina piccola con un liquido scuro e concentrato. In Italy, if you just ask for "un caffè" with no other word, you automatically get an espresso — that IS "coffee" here. Tutto il resto (cappuccino, macchiato, corretto…) va specificato. Oggi impariamo il lessico essenziale per non sbagliare al bar.

La regola d’oro / The golden rule: in italiano «un caffè» = espresso, punto. Se vuoi qualcos’altro, devi dire la parola giusta. Ordering "coffee" in Italy always means a small, strong espresso — there is no "regular coffee" on the menu.

Le bevande principali al bar / The main drinks at the bar

ItalianoCos’è / What it is
Un caffèEspresso, tazzina piccola. Plain espresso, small cup.
Un cappuccinoCaffè + latte montato. Si beve la mattina. Coffee with steamed milk, morning drink.
Un caffè macchiatoEspresso con una goccia di latte. Espresso "stained" with a drop of milk.
Un caffè correttoEspresso con un goccio di alcolico (grappa, sambuca). Espresso "corrected" with a splash of liquor.
Un marocchinoCaffè, cacao e schiuma di latte, spesso in un bicchierino. Espresso, cocoa & milk foam.
Un caffè d’orzoBevanda d’orzo tostato, senza caffeina. Roasted barley "coffee", no caffeine.
Un cornettoIl croissant italiano, vuoto o farcito. Italian croissant, plain or filled.

Al banco o al tavolo? / At the counter or at a table?

Nella maggior parte dei bar italiani si paga prima alla cassa e poi si porta lo scontrino al bancone per ordinare. You usually pay at the register FIRST, then bring the receipt to the counter to order. Bere al banco (in piedi) costa meno che sedersi al tavolo, dove spesso c’è un servizio al tavolo con supplemento.

Nota culturale / Cultural note: molti italiani considerano il cappuccino una bevanda SOLO da mattina, mai dopo un pasto o nel pomeriggio — è più un’abitudine diffusa che una regola scritta, ma se vuoi «fare come i locali» alle 15:00 ordina un caffè semplice. Many Italians drink cappuccino only in the morning — it’s more of a strong habit than a written rule, but ordering a plain espresso in the afternoon will make you blend right in.

Frasi utili per ordinare / Useful ordering phrases

  • Un caffè, per favore.An espresso, please.
  • Vorrei un cappuccino e un cornetto.I’d like a cappuccino and a croissant.
  • Quant’è?How much is it?
  • Lo prendo al banco.I’ll have it at the counter.

Prova tu / Try it yourself

1. Se dici solo «un caffè», cosa ricevi?

Un espresso. «Caffè» da solo significa sempre espresso, tazzina piccola.

2. Come si chiama l’espresso con una goccia di latte?

Caffè macchiato. «Macchiato» significa «macchiato/stained» da una goccia di latte.

3. In molti bar, cosa si fa PRIMA di ordinare?

Si paga alla cassa e poi si porta lo scontrino al bancone.

4. Qual è l’abitudine diffusa sul cappuccino?

Si beve solo la mattina, raramente dopo pranzo o cena.

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domenica 12 luglio 2026

5 modi di dire italiani che ogni studente dovrebbe conoscere

5 modi di dire italiani - Italiano con Roberto

Puoi conoscere tutte le regole di grammatica a memoria e sentirti comunque un po' "straniero" quando un italiano usa un modo di dire. (You can know every grammar rule by heart and still feel a bit "foreign" when an Italian uses an idiom.) Oggi ne vediamo cinque tra i piu usati nella vita di tutti i giorni: cosa significano davvero, e come si usano in una frase.

1. In bocca al lupo!

Letteralmente: "In the wolf's mouth." Significato: "In bocca al lupo" si dice per augurare buona fortuna prima di un esame, un colloquio, un evento importante. (It's said to wish someone good luck before an exam, an interview, an important event.)

Regola d'oro: NON si risponde "grazie", si risponde "crepi!" (letteralmente "may it die" - il lupo). Rispondere "grazie" porta un po' sfortuna, secondo la tradizione.

Esempio: «Domani ho l'esame di italiano.» «In bocca al lupo!» «Crepi!»

2. Non vedo l'ora

Letteralmente: "I don't see the hour." Significato: equivale a "I can't wait" - esprime grande impazienza o entusiasmo per qualcosa che deve ancora succedere. (It's equivalent to "I can't wait" - great impatience or excitement for something that hasn't happened yet.)

Costruzione: "non vedo l'ora di" + infinito.

Esempio: «Non vedo l'ora di tornare in Italia!»

3. Avere le mani in pasta

Letteralmente: "To have hands in the dough." Significato: essere coinvolti in qualcosa, avere influenza o conoscenze utili in un ambiente. (To be involved in something, to have useful influence or connections somewhere.)

Esempio: «Se hai bisogno di un consiglio, chiedi a Marco: lui ha le mani in pasta in quel settore.»

4. Prendere due piccioni con una fava

Letteralmente: "To catch two pigeons with one bean" (usato come esca per catturarli). Significato: ottenere due risultati con una sola azione - equivale a "to kill two birds with one stone". (To get two results with one single action.)

Esempio: «Vado in centro a fare la spesa e a ritirare il pacco: prendo due piccioni con una fava.»

5. Costare un occhio della testa

Letteralmente: "To cost an eye of the head." Significato: costare moltissimo - equivale a "to cost an arm and a leg". (To be very expensive.)

Esempio: «Quell'appartamento in centro costa un occhio della testa.»

Prova tu (clicca per la risposta)

1. Prima di un esame importante, dici a un amico:

In bocca al lupo! (e lui risponde "crepi!")

2. "Sono davvero entusiasta, ______ di partire per le vacanze" - completa:

non vedo l'ora (di partire)

3. Andare in banca E spedire una lettera nello stesso viaggio significa:

prendere due piccioni con una fava

4. Una borsa firmata molto costosa: "Questa borsa ______"

costa un occhio della testa

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I connettivi testuali in italiano: perché, quindi, però, inoltre (con quiz)

I connettivi testuali in italiano: perché, quindi, però, inoltre (con quiz) - Italiano con Roberto

Hai mai letto un testo in italiano dove le frasi sembrano una accanto all'altra, senza legami? È probabile che manchino i connettivi testuali: le piccole parole che uniscono le idee e rendono un discorso fluido invece che una lista di frasi staccate. (Have you ever read Italian where the sentences feel disconnected, one after another? You're probably missing "connettivi testuali" — the small words that link ideas and make speech flow instead of sounding like a list of separate sentences.)

Oggi vediamo i connettivi più utili, divisi per funzione: causa, conseguenza, contrasto e aggiunta.

1. Causa: perché, poiché, infatti (because, since, in fact)

Perché risponde alla domanda "perché?" e va DOPO la frase principale: "Non esco perché piove."
Poiché ha lo stesso significato ma va SPESSO all'inizio della frase, tono più formale: "Poiché piove, non esco."
Infatti conferma quello che è stato appena detto, non introduce una causa nuova: "Sapevo che pioveva. Infatti, ho preso l'ombrello."

2. Conseguenza: quindi, perciò, dunque (so, therefore, thus)

Tutti e tre significano quasi la stessa cosa e introducono il RISULTATO di ciò che è stato detto prima: "Piove, quindi non esco." / "Piove, perciò non esco."
Dunque è leggermente più formale e si usa anche per riprendere un discorso: "Dunque, dicevamo..."

3. Contrasto: ma, però, tuttavia, mentre (but, however, while)

Ma va SEMPRE in mezzo alla frase: "Vorrei uscire, ma piove."
Però può stare in mezzo o alla fine della frase (mai insieme a "ma"): "Vorrei uscire. Piove, però."
Tuttavia è più formale, tipico dello scritto: "Il tempo è brutto; tuttavia, decidiamo di partire."
Mentre contrappone due elementi diversi nella stessa frase: "Io preferisco il mare, mentre lei preferisce la montagna."

4. Aggiunta: inoltre, anche, per di più (furthermore, also, on top of that)

Inoltre aggiunge un'informazione nuova, tipico dello scritto/discorso organizzato: "Il ristorante è ottimo. Inoltre, i prezzi sono onesti."
Anche è più semplice e va prima della parola a cui si riferisce: "Anche io vengo." / "Vengo anche io."
Per di più aggiunge qualcosa con un tono un po' più enfatico: "È caro e, per di più, lontano."

Prova tu! (Clicca per la risposta)

1. "Sono stanco, ___ vado a dormire presto."

quindi (conseguenza logica: sono stanco → vado a dormire)

2. "Marco studia il francese, ___ sua sorella studia il tedesco."

mentre (contrappone due elementi diversi nella stessa frase)

3. "Non posso venire ___ ho un impegno di lavoro."

perché (risponde alla domanda "perché non puoi venire?")

4. "L'appartamento è bello. ___, è vicino alla metro."

Inoltre (aggiunge un'informazione nuova a favore dell'appartamento)

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Comparativi e superlativi in italiano: più bello, il più bello, bellissimo (con quiz)

Comparativi e superlativi in italiano: più bello, il più bello, bellissimo (con quiz) - Italiano con Roberto

Firenze è bella. Roma è più bella di Firenze. Ma Venezia? Venezia è la più bella città d'Italia (secondo qualcuno...) e comunque, in generale, l'Italia è bellissima. Florence is beautiful. Rome is more beautiful than Florence. But Venice? Venice is the most beautiful city in Italy (according to some...) and anyway, in general, Italy is very beautiful.

In tre frasi abbiamo usato tre strutture diverse: il comparativo, il superlativo relativo e il superlativo assoluto. Oggi le mettiamo in ordine, una volta per tutte. In three sentences we used three different structures: the comparative, the relative superlative and the absolute superlative. Today we put them in order, once and for all.

1. Il comparativo: confrontare due cose (Comparing two things)

Tre tipi, tutti facili:

Maggioranzapiù ... di / chemore ... than
«Il treno è più veloce della macchina.»

Minoranzameno ... di / cheless ... than
«Questo caffè è meno forte di quello di ieri.»

Uguaglianza(così) ... come oppure (tanto) ... quantoas ... as
«Napoli è (così) affascinante come Palermo.»

2. DI o CHE? La trappola numero uno (The number one trap)

Questa è la domanda che fanno tutti i miei studenti. Regola d'oro: (This is the question all my students ask. Golden rule:)

DI → quando confronti due cose/persone diverse (di solito nomi o pronomi).
(when you compare two different things/people — usually nouns or pronouns)
«Marco è più alto di Luca.»

CHE → quando confronti due qualità, due verbi o due elementi della stessa categoria riferiti alla stessa cosa.
(when you compare two qualities, two verbs, or two elements of the same category, referring to the same thing)
«È più intelligente che furbo.» · «È più facile parlare che scrivere.»

3. Il superlativo relativo: il più ... di tutti (the most ... of all)

Si forma con l'articolo + più/meno + aggettivo + di. (Formed with the article + più/meno + adjective + di.)

«Il Colosseo è il monumento più famoso di Roma.» · «Sofia è la studentessa più brava della classe.»

4. Il superlativo assoluto: -ISSIMO (very ...)

Niente articolo, niente confronto: si toglie la vocale finale dell'aggettivo e si aggiunge -issimo/-issima/-issimi/-issime. Equivale a «molto + aggettivo». (No article, no comparison: remove the final vowel and add -issimo. Equivalent to "very + adjective".)

bello → bellissimo · facile → facilissimo · interessante → interessantissimo

5. Le 4 forme irregolari da imparare a memoria (4 irregular forms to memorize)

AggettivoComparativoSuperlativo
buono (good)miglioreottimo
cattivo (bad)peggiorepessimo
grande (big)maggioremassimo
piccolo (small)minoreminimo

Nota: le forme regolari (più buono, più grande...) si usano comunque nel parlato quotidiano — migliore/peggiore sono un po' più formali.

Prova tu! (Your turn!)

1. Il vino è ___ buono ___ la birra. (uguaglianza)

così buono come (oppure «tanto buono quanto»)

2. Marta è più simpatica ___ Giulia.

di Giulia (confronto tra due persone diverse)

3. È più stanco ___ affamato.

che affamato (due qualità della stessa persona)

4. Questa pizza è buon... (forma -issimo)

→ buonissima

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sabato 11 luglio 2026

Il congiuntivo presente, un primo assaggio (con quiz)

Il congiuntivo presente, un primo assaggio (con quiz) - Italiano con Roberto

«So che parli italiano» (certezza) è diverso da «Penso che tu parli italiano» (opinione, non certezza). Hai visto la differenza? Il verbo cambia: parli → resta uguale nella forma tu... ma con altri verbi il cambiamento si sente eccome. Benvenuto nel congiuntivo presente, il modo verbale dell’opinione, del dubbio e del desiderio. (In English: the present subjunctive is used after verbs of opinion, doubt, hope or wish — it signals that something is not a stated fact.)

Oggi solo un assaggio: le basi, senza panico.

1. La coniugazione regolare

La buona notizia: al presente, i verbi in -ARE e quelli in -ERE/-IRE si scambiano le vocali tipiche, e le tre persone singolari sono identiche (per questo si usa spesso il pronome per chiarezza). (Good news: -ARE verbs take "i" endings, -ERE/-IRE verbs take "a" endings, and all three singular persons look the same — so the subject pronoun is often added for clarity.)

Personaparlareprenderedormire
che ioparliprendadorma
che tuparliprendadorma
che lui/leiparliprendadorma
che noiparliamoprendiamodormiamo

Trucco: per io/tu/lui/lei la forma è identica — ecco perché gli italiani dicono spesso «che io parli», «che tu parli»: il pronome toglie ogni dubbio su chi è il soggetto.

2. Le frasi che lo «attivano»

Il congiuntivo non si usa da solo: arriva dopo espressioni di opinione, dubbio, speranza o necessità, quasi sempre introdotte da «che». (The subjunctive is triggered by expressions of opinion, doubt, hope, or necessity, almost always followed by "che".)

EspressioneEsempio
Penso che...Penso che sia una buona idea.
Credo che...Credo che lui abbia ragione.
Spero che...Spero che tu venga alla festa.
Bisogna che...Bisogna che noi partiamo presto.

3. Due irregolari da conoscere subito

Essere e avere sono i due verbi più usati in assoluto dopo «che», e sono irregolari. Solo un assaggio, senza lista completa: (Just a taste of the two most common irregulars — not the full list.)

Che io/tu/lui sia  ·  che noi siamo   |   Che io/tu/lui abbia  ·  che noi abbiamo

▶ Prova tu (clicca per la risposta)

1) Penso che tu ___ (avere) ragione.

abbia (dopo «penso che», verbo avere irregolare)

2) Credo che lei ___ (parlare) tre lingue.

parli (verbo regolare in -are, congiuntivo presente)

3) Spero che voi ___ (dormire) bene stanotte.

dormiate (congiuntivo presente di dormire, persona voi)

4) Bisogna che noi ___ (essere) puntuali.

siamo (essere, congiuntivo presente, persona noi)

Il congiuntivo fa paura a molti studenti, ma è solo un modo di dire «non ne sono sicuro al 100%». Un passo alla volta: oggi hai già imparato le basi.

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Il si impersonale in italiano: come parlare in generale (con quiz)

Il si impersonale in italiano: come parlare in generale (con quiz) - Italiano con Roberto

«In Italia si mangia bene.» Chi mangia bene? Nessuno in particolare: la gente in generale. Questo è il famoso «si» impersonale, una delle strutture più usate dell’italiano parlato — e anche una delle più sottovalutate da chi studia la lingua. (In English: this is the "impersonal si", used to talk about people in general — equivalent to "one", "you", "we", or "people" in English.)

Vediamo insieme le tre regole essenziali, in ordine di difficoltà.

1. La forma base: si + verbo alla 3ª persona singolare

Per parlare in generale, senza specificare il soggetto, si usa si + il verbo alla terza persona singolare (come «lui/lei»). (Simply "si" + the verb in the he/she form.)

FraseSignificato
In Italia si cena tardi.In Italy people have dinner late.
Qui non si fuma.Smoking is not allowed here.
Come si dice «house» in italiano?How do you say "house" in Italian?

2. Attenzione all’oggetto: il «si passivante»

Se il verbo ha un oggetto diretto plurale, il verbo si accorda al plurale. È come se l’oggetto diventasse il soggetto della frase (una forma di passivo nascosto). (If the direct object is plural, the verb becomes plural too — the object behaves like the grammatical subject.)

Oggetto singolareOggetto plurale
Si vende pane fresco.Si vendono panini freschi.
Qui si parla italiano.Qui si parlano tre lingue.

Trucco: chiediti «che cosa si vende/parla/legge?» — se la risposta è plurale, il verbo va al plurale.

3. Le due trappole: «ci si» e l’aggettivo plurale

Trappola A — i verbi riflessivi: un verbo riflessivo ha già il suo «si» (divertirsi, svegliarsi, sentirsi…). Per evitare «si si», che è brutto e sbagliato, si usa ci si. (Reflexive verbs already have their own "si", so Italian avoids "si si" by using "ci si" instead.)

Si si diverte molto in vacanza.  →  ✅ Ci si diverte molto in vacanza.

Trappola B — «si» + essere + aggettivo: quando il verbo è essere, l’aggettivo che segue va SEMPRE al plurale, anche se il soggetto è impersonale e sembra singolare. (With "essere", the following adjective is always plural, even though "si" feels singular.)

Quando si è stanco, bisogna riposare.  →  ✅ Quando si è stanchi, bisogna riposare.

▶ Prova tu (clicca per la risposta)

1) In pizzeria, la sera, ___ (mangiare) molta pizza.

si mangia molta pizza (oggetto singolare/generico → verbo singolare)

2) In questo negozio ___ (vendere) scarpe italiane.

si vendono scarpe italiane (oggetto plurale «scarpe» → verbo al plurale)

3) In montagna ___ (rilassarsi) davvero bene.

ci si rilassa davvero bene (verbo riflessivo + si impersonale = ci si, mai «si si»)

4) Dopo otto ore di viaggio, si è ___ (stanco).

→ si è stanchi (con essere, l’aggettivo è sempre al plurale)

Il «si» impersonale sembra un dettaglio, ma lo senti in QUALSIASI conversazione italiana — al bar, al mercato, in TV. Impararlo bene ti farà suonare molto più naturale.

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L'imperativo in italiano: ordini, consigli e richieste (con quiz)

ITALIANO CON ROBERTO
L’imperativo
Ordini, consigli e richieste in italiano
A1 · A2 · B1 · B2

Al bar dici «Aspetta un attimo!». A un amico dici «Vieni qui!». In cucina leggi «Mescolare bene e cuocere per dieci minuti». Sono tutti esempi di imperativo, il modo verbale che usiamo per dare ordini, consigli, istruzioni o inviti. (In English: the imperative is the verb mood we use to give orders, advice, instructions or invitations — like «Wait!» or «Come here!».)

Sembra complicato perché ha delle forme irregolari, ma con qualche trucco diventa facile. Vediamo come si forma.

L’imperativo dei verbi regolari

Per la forma tu, noi e voi dei verbi regolari, l’imperativo affermativo usa (quasi) le stesse terminazioni del presente indicativo, tranne per un dettaglio importante: nei verbi in -are, la forma tu finisce in -a (non in -i come nel presente).

PARLAREPRENDEREAPRIRE
(tu)parla!prendi!apri!
(noi)parliamo!prendiamo!apriamo!
(voi)parlate!prendete!aprite!

(English: for the «tu» form of -are verbs, the imperative ending is -a, not -i as in the present tense. The «noi» and «voi» forms are identical to the present indicative.)

I sei verbi irregolari più comuni (forma tu)

Alcuni verbi molto usati hanno una forma tu corta e speciale (si chiama «forma tronca», con l’apostrofo). Sono i verbi che sentirai più spesso:

VerboTuEsempio
esseresiiSii puntuale!
avereabbiAbbi pazienza!
andareva’Va’ a casa!
farefa’Fa’ presto!
diredi’Di’ la verità!
staresta’Sta’ zitto!

(English: these six verbs have a short, irregular «tu» form. Note the apostrophe — it marks a shortened word, not a missing letter to add back.)

L’imperativo negativo (tu)

Ecco la regola d’oro più importante: per dire «non fare qualcosa» alla persona tu, NON si usa la forma dell’imperativo — si usa non + infinito.

Parla piano! → Non parlare piano!

Prendi quello! → Non prendere quello!

Aprire è facile! → Non aprire la porta!

(English: for the negative imperative with «tu», Italian always uses «non» + infinitive — never the imperative form itself. For noi/voi, just add «non» in front of the normal imperative: «Non parliamo!», «Non parlate!».)

I pronomi attaccati al verbo

Con tu, noi e voi, i pronomi (mi, ti, lo, la, ci, ne…) si attaccano alla fine del verbo, formando una sola parola:

Dammi quel libro! (da’ + mi, con raddoppiamento della M)

Dimmi la verità! (di’ + mi)

Chiamalo subito! (chiama + lo)

Andiamoci insieme! (andiamo + ci)

(English: with tu/noi/voi, object pronouns attach to the end of the verb as one word. With the short irregular forms va’, fa’, di’, sta’ the first consonant of the pronoun doubles: dammi, dimmi, fammi, stammi.)

Con le persone che non conosci bene (Lei), l’imperativo di cortesia usa una forma diversa — ne parleremo in un prossimo articolo!

Prova tu! (clicca per la risposta)

1) Come dici «tu» a un amico che deve aspettare?

Aspetta! (da aspettare, verbo in -are)

2) Come dici a un amico di NON preoccuparsi?

Non preoccuparti! (non + infinito, non l’imperativo)

3) Come dici a un amico «dammi il tuo numero» usando «dare»?

Dammi il tuo numero! (da’ + mi, con raddoppiamento)

4) Come dici a un gruppo di amici (voi) di venire subito?

Venite subito! (venire, forma voi = presente indicativo)

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Il condizionale presente in italiano: vorrei, potrei, dovrei (con quiz)

ITALIANO CON ROBERTO
IL CONDIZIONALE PRESENTE
Vorrei, Potrei, Sarebbe: la forma gentile dell'italiano
A1 · A2 · B1 · B2

«Vorrei un caffè.» Con questa semplice frase, ogni turista che arriva in Italia scopre subito il condizionale. È il tempo verbale della cortesia, del desiderio e dell'ipotesi: la forma che rende una richiesta gentile invece che un ordine. (In English: "I would like a coffee." The conditional is the tense of politeness, desire and hypothesis — it turns a demand into a polite request.)

Perché serve il condizionale? / Why do you need the conditional?

Confronta queste due frasi:

«Voglio un caffè» (diretto, quasi brusco) → «Vorrei un caffè» (gentile, educato).
(English: "I want a coffee" vs. "I would like a coffee" — the second is polite, just like in English.)

Il condizionale presente si usa per: fare richieste gentili al bar/ristorante, dare consigli («dovresti riposare»), esprimere desideri («mi piacerebbe viaggiare»), e formulare ipotesi («con più tempo, verrei anche io»). (Polite requests, advice, wishes, and hypotheses.)

Come si forma / How it's formed

Si parte dall'infinito del verbo (togliendo la -e finale), poi si aggiungono le stesse terminazioni del futuro semplice, ma con la R doppia: -rei, -resti, -rebbe, -remmo, -reste, -rebbero. (Take the infinitive, drop the final -e, add these endings — the same family as the future tense, but with a double R.)

PARLARE → parler-
io parlerei · tu parleresti · lui/lei parlerebbe
noi parleremmo · voi parlereste · loro parlerebbero
PRENDERE → prender- · io prenderei, tu prenderesti...
DORMIRE → dormir- · io dormirei, tu dormiresti...

(Regular pattern for all three conjugations, only the vowel before the ending changes: -are → -erei, -ere → -erei, -ire → -irei.)

I verbi irregolari più utili / The most useful irregular verbs

Alcuni verbi comuni hanno una radice irregolare (la stessa del futuro), ma le terminazioni restano regolari:

essere → sarei (sarei felice) · avere → avrei (avrei bisogno)
volere → vorrei (vorrei un tè) · potere → potrei (potrei venire)
dovere → dovrei (dovrei studiare) · fare → farei (farei una foto)
andare → andrei (andrei volentieri) · venire → verrei (verrei con piacere)

La regola d'oro al bar / The golden rule at the bar

Al bar, al ristorante, in negozio: SEMPRE vorrei, mai voglio. È la regola numero uno di cortesia italiana. (At a café, restaurant or shop: always use "vorrei", never "voglio" — it's Italian politeness rule number one.)

«Vorrei un tavolo per due» · «Potrei avere il conto?» · «Mi piacerebbe provare la pasta della casa»

Prova tu! / Try it yourself (clicca per la risposta)

1) Al bar: «___ (volere) un cappuccino, per favore.»

Vorrei un cappuccino, per favore.

2) Un consiglio a un amico stanco: «___ (dovere) riposarti un po'.»

Dovresti riposarti un po'.

3) Un desiderio: «Mi ___ (piacere) visitare Firenze un giorno.»

→ Mi piacerebbe visitare Firenze un giorno.

4) In un negozio: «___ (potere) provare questa giacca?»

Potrei provare questa giacca?

Il condizionale è uno dei tempi verbali più usati nella vita reale: al bar, al ristorante, in viaggio. Chi lo padroneggia suona subito più naturale e più educato in italiano. (The conditional is one of the most-used tenses in real life — mastering it makes you sound instantly more natural and polite.)

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venerdì 10 luglio 2026

Attenzione ai falsi amici! Parole italiane che ingannano (con quiz)

ITALIANO CON ROBERTO
Attenzione ai falsi amici!
Parole italiane che ingannano chi parla inglese
A1 · A2 · B1 · B2

Un «falso amico» (false friend) è una parola che sembra identica a una parola inglese, ma ha un significato completamente diverso. Sono la trappola numero uno degli studenti anglofoni: si crede di aver capito e invece si dice qualcosa di sbagliato (a volte imbarazzante). (A "false friend" looks like an English word but means something completely different. They're the #1 trap for English speakers — you think you understood, but you actually said something else.)

6 falsi amici da conoscere subito · 6 false friends to know right away

Parola italianaNON significaSignifica davvero
parentiparentsrelatives (i genitori = genitori)
librerialibrarybookshop (la biblioteca = biblioteca)
cameracamera (foto)room (la macchina fotografica = macchina fotografica)
fattoriafactoryfarm (la fabbrica = fabbrica)
attualmenteactuallycurrently, right now (davvero = in realtà)
educatoeducatedpolite (istruito = istruito)

Il più pericoloso di tutti: attualmente. «Attualmente vivo a Roma» NON significa «I'm actually living in Rome» (come sorpresa), ma semplicemente «I currently live in Rome». Confonderlo con «actually» capovolge il senso della frase. (The most dangerous one: "attualmente" means "currently", not "actually" — mixing them up flips the meaning of your sentence.)

Prova tu · Try it yourself

Clicca su ogni domanda per vedere la risposta.

1. Vuoi dire "I bought a book at the bookshop": dove sei andato?

→ in libreria (NON «biblioteca», che è "library")

2. "I miei genitori" si traduce con...

my parents (i "parenti" italiani sono i "relatives" in inglese, un gruppo più ampio)

3. "Attualmente lavoro a Milano" significa...

I currently work in Milan (non "actually", che si dice "in realtà")

4. Un contadino lavora in una...

fattoria (farm; la "fabbrica" è "factory")

I falsi amici si imparano meglio DENTRO una storia, quando il contesto ti fa capire subito il significato vero. È esattamente il metodo dei nostri graded reader: capitolo gratis, prova tu stesso.

Gli aggettivi in italiano: come si accordano (con quiz)

ITALIANO CON ROBERTO
Gli aggettivi cambiano forma?
L'accordo di genere e numero, spiegato facile
A1 · A2 · B1 · B2

In inglese «a red house» e «a red car» usano sempre red. In italiano no: si dice «una casa rossa» ma «un divano rosso». L'aggettivo cambia forma per accordarsi al nome che descrive. (In English "red" never changes. In Italian, adjectives change ending to match the noun they describe — this is called "agreement".)

La regola base · The basic rule

L'aggettivo deve concordare in genere (maschile/femminile) e numero (singolare/plurale) col nome. La maggior parte degli aggettivi ha 4 forme, come i nomi in -o/-a: (Most adjectives have 4 forms, like nouns ending in -o/-a:)

SingolarePlurale
Maschilerosso · altorossi · alti
Femminilerossa · altarosse · alte

Esempi: un libro rosso → due libri rossi; una borsa rossa → due borse rosse.

Gli aggettivi in -e · Adjectives ending in -e

Molti aggettivi comuni (grande, verde, intelligente, felice, difficile, importante) hanno solo 2 forme: una per il singolare, una per il plurale — uguale per maschile e femminile. (Many common adjectives have only 2 forms: singular and plural, the SAME for masculine and feminine.)

SingolarePlurale
Masch. e Femm.grande · felicegrandi · felici

Esempi: un ragazzo felice, una ragazza felice → due ragazzi felici, due ragazze felici.

Dove va l'aggettivo? · Where does the adjective go?

Di solito dopo il nome (una casa grande), a differenza dell'inglese che lo mette prima. Alcuni aggettivi molto comuni (bello, buono, piccolo, grande, giovane, vecchio, nuovo) si usano spesso anche prima del nome, con una leggera sfumatura di significato: un grand'uomo (importante) ≠ un uomo grande (di statura). Per un principiante: mettere l'aggettivo dopo il nome è sempre corretto.

Prova tu · Try it yourself

Clicca su ogni domanda per vedere la risposta.

1. Ho comprato due magliette ross___.

→ rosse (femminile plurale: magliette)

2. Il mio amico è molto intelligent___.

→ intelligente (aggettivo in -e, maschile singolare)

3. Le mie sorelle sono molto alt___.

→ alte (femminile plurale: sorelle)

4. Abbiamo visto un film davvero difficil___.

→ difficile (aggettivo in -e, maschile singolare)

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Articoli determinativi e indeterminativi: il, lo, la, un, uno, una (con quiz)

ITALIANO CON ROBERTO
Il, Lo, La o Un, Uno, Una?
Articoli determinativi e indeterminativi, spiegati facile
A1 · A2 · B1 · B2

Perché si dice «lo studente» ma «il professore»? E perché «uno zaino» ma «un libro»? Non è un capriccio della lingua italiana: c'è una regola semplicissima, e riguarda SOLO la prima lettera (o le prime due) della parola che segue. (Why do we say "lo studente" but "il professore"? It's not random — there's a simple rule, and it's all about the first letter(s) of the word that follows.)

Gli articoli determinativi (the) · Definite articles

Si usano quando parliamo di qualcosa di preciso, già conosciuto. (Used when talking about something specific, already known.)

Prima della parolaArticoloEsempio
consonante (masch.)il / iil libro → i libri
s+cons., z, gn, ps, y (masch.)lo / glilo studente → gli studenti; lo zaino → gli zaini
vocale (masch. o femm.)l' / gli · lel'amico → gli amici; l'amica → le amiche
consonante (femm.)la / lela casa → le case

Gli articoli indeterminativi (a / an) · Indefinite articles

Si usano per qualcosa di generico, non specificato, sempre al singolare. (Used for something generic, unspecified, always singular.)

Prima della parolaArticoloEsempio
consonante (masch.)unun libro
vocale (masch.)unun amico
s+cons., z, gn, ps, y (masch.)unouno studente, uno zaino
consonante (femm.)unauna casa
vocale (femm.)un'un'amica

Il trucco: la regola dipende SOLO dal suono che segue, mai dal significato della parola. (The trick: the rule depends only on the sound that follows, never on the word's meaning.) Attenzione: un' con l'apostrofo esiste SOLO al femminile davanti a vocale (un'amica); al maschile davanti a vocale si scrive un senza apostrofo (un amico).

Prova tu · Try it yourself

Clicca su ogni domanda per vedere la risposta.

1. ___ studente studia in biblioteca.

Lo studente (studente inizia per s+consonante)

2. Marco ha comprato ___ macchina nuova.

una macchina (femminile, consonante)

3. ___ amici arrivano stasera per cena.

Gli amici (plurale maschile, davanti a vocale)

4. Vorrei ___ caffè, per favore.

un caffè (maschile, consonante)

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